Tecnologia e non solo

aprile 1, 2010

Interfacce utente, queste sconosciute.

Filed under: Edicola — telperion @ 11:00 am

Vi consiglio la lettura di
I programmatori scrivono codice per appagare se stessi o per gli utenti finali?
articolo che condivido e che offre buoni spunti di riflessione alle “menti aperte”.

Un pò di tristezza pensando che qui ci sarebbe sicuramente stato un commento caustico di LuNa che mi avrebbe strappato delle grasse risate.
Ciao Michele.

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4 commenti

  1. Con piacere ho notato durante il tempo che esistono anche programmatori che scrivono per appagare l’utenza introducendo ottime features.
    L’articolo senza dubbio offre un ottimo spunto di riflessione, che condivido in pieno per la maggior parte delle persone che sviluppano, sia il loro software open o meno, chiariamo 😉

    Commento di Bl@ster — aprile 1, 2010 @ 11:12 am

    • Vero ma, e te lo dico per esperienza, nella parte commerciale, l’ *interfeccia* viene sempre seguita da persone a parte, perchè se lasciata ai programmatori, quasi sempre data la forma mentis particolare, sarebbe alquanto *bizzarra*.
      Già il fatto di contare da 0 invece che da 1 come il resto del mondo la dice lunga.

      cit.

      # Libertà 0: Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
      # Libertà 1: Libertà di studiare il programma e modificarlo.
      # Libertà 2: Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo.
      # Libertà 3: Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio

      e ho detto tutto …
      LOL

      Commento di telperion — aprile 1, 2010 @ 11:52 am

      • Bella citazione!!

        Comunque la questione è molto complessa da affrontare. Anche il concetto di “user friendly” può dar spazio a diverse interpretazioni. P.es. un interfaccia può essere intuitiva, così che l’utente riesce da subito a capire come funziona. Ma può anche essere funzionale, così l’utente che la conosce bene riesce a fare le sue cose molto velocemente. Pensa a come fai un copia/incolla. L’utente meno esperto usa il mouse clicca su copia e poi nello stesso modo su incolla. L’utente più navigato usa CTRL-C CTRL-V. entrambe hanno senso di esistere. Purtroppo sui programmi spesso le due cose non possono convivere e si deve scegliere verso quale direzione andare.

        P.es. nella mia azienda, un mio collega aveva sviluppato in VB6 un software che usavamo. Era una scheggia, velocissimo e fatto su misura per noi. Non era intuitivo all’inizio, ma dopo aver capito le basi aveva un livello di produttività incredibile. Poi è stato sostituito da un nuovo software sviluppato da esperti programmatori in .NET. L’utilizzo è facilissimo e intuitivo, ma quando ci lavori per ore ti rendi conto che certe comodità che ti velocizzavano il lavoro non ci sono più e per fare certe cose devi cliccare molta più roba.

        questo per dire che una buona interfaccia utente è dipendente da chi la deve usare. P.es. GIMP è un sw di livello professionale non è importante che sia il più intuitivo del mondo, basta che chi lo usa spesso riesca a lavorare più in fretta. Se invece il software è generalista per larga utenza vale il discorso contrario (immaginate se firefox installasse vimperator di default, lo utilizzerebbero 10 persone in tutto, tra cui quella citata da teleperion :))

        Commento di drake762001 — aprile 2, 2010 @ 12:12 am

  2. C’è anche un altro motivo per cui, a volte, le interfacce risultano complicate: è una scelta.
    Ci sono programmi che per loro natura sono complessi e il programmatore non vuole nascondere la complessità.

    Per questo l’articolo mi sembra superficiale.

    Detto ciò, è vero che in alcuni specifici casi ci si trova di fronte a interfacce anti-intuitive.

    Commento di guiodic — aprile 4, 2010 @ 12:33 am


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