Tecnologia e non solo

luglio 15, 2008

Gnu/Linux desktop 2

Filed under: Acid,Edicola,Hardy — telperion @ 11:20 am

da questo blog

Shuttleworth: I think we don’t yet deliver a good enough user experience. I think we deliver a user experience for people that have a reason to want to be on the Linux platform, either because of price or because of freedom. If that was your primary reason, Linux is the right answer.

But if you are somebody who is not too concerned about price, who is not too concerned about freedom, I don’t think we can say the Linux desktop offers the very best experience. And that’s something we have to change, that’s something I’m committed to work on, focusing increasing amounts of resources of Canonical on figuring out on how we actually move the desktop experience forward to compete with Mac OS X.

Sembra che Shuttleworth abbia le idee ben più chiare dei molti … lasciamo perdere … blogger e frequentatori del forum italiano, e non aggiungo altro.

In bocca al lupo al progetto di Shuttleworth.

17 commenti

  1. Cioè shuttleworth dice (diceva, ricordo di averlo letto tempo un paio di mesi addietro) che per gnu/linux non ci sono killer app o software prosumer

    L’ora è giusta, la pasta la porto io o la butta qualcun’altro? Perché mi sa che si è scoperto che l’acqua bolle…

    Notare che una delle poche killer app e proprio quella degli “osama”-son (per loro, per me, ovviamente, non per tutti)

    Commento di shaitan — luglio 15, 2008 @ 11:38 am

  2. @Shaitan
    non è molto chiaro, se esprimi il concetto più chiaramente è meglio.

    Forse sono io che non ci arrivo.

    Mi sembra che Shuttleworth dica:

    Ora Linux desktop è ottimo per chi mette libertà e costo al primo posto.

    Mentre è insufficiente per coloro per cui libertà e costo non sono “fondamentali”.

    Siccome io non pretendo che vengano abolite Debian e tutte le distribuzioni che possono continuare ad essere tali e quali, con tutti i legittimi obbiettivi “morali” che si propongono, ma penso sia il tempo di proporre, anche a pagamento, un Linux Desktop funzionante e stabile dove possano “attecchire” anche applicazioni commerciali a pagamento, un’ambiente tipo MAC OSX che è un *nix appunto, ma con meno vincoli hardware e meno costoso, sono d’accordo con la sua analisi, perchè sono annoiato dall’attuale “bazar” che è buono solo per nerd e hacheroni.

    Poi ognuno la pensa e scrive quello che vuole, almeno finchè non ci sarà una dittatura.

    ps
    per me le killer application di linux oggi sono:
    Apache Php MySql Postgrep e poco altro, il punto che ci sono anche le versioni per gli altri sistemi operativi, mentre NESSUNA killer application degli altri sistemi operativi esiste per linux.

    Commento di telperion — luglio 15, 2008 @ 11:50 am

  3. ed è quello che ho detto

    al momento l’unica killer app è la libertà (chi è interessato al freesoftware)
    o smanettare modificare smontare etc (opensource)

    se vuoi possiamo aggiungere la maggior sicurezza rispetto a virus e malware, ma non è così coinvolgente per l’utente comune (attecchisce su pochi) o le richieste hardware minori (ma ormai i pc con due giga te li tirano dietro)

    in più ci aggiungi la mancanza di applicazioni prosumer…

    come creare killer app o favorire la diffusione di applicazioni prosumer non è il mio campo, non m’interessa poi molto avendo già la mia killer app (per cui anche ci fosse photoshop mi calerebbe poco, aldilà del fatto che non saprei neanche usarlo, come non so usare gimp).

    Dubito tuttavia c’entri (o c’entri solo) la stabilità del sistema o delle API: la mia ragazza per lavoro si occupa di statistica e ti assicuro che in quel campo le applicazioni commerciali e proprietarie esistono eccome (tutte quelle che ci sono su win e qualcuna in più) e costano un pacco (come esiste, lato grafica maya) e non ho mai letto lamentele sulla stabilità (del sistema o delle API) nei forum di Stata o simili😉

    Commento di shaitan — luglio 15, 2008 @ 12:01 pm

  4. Ora come ora sono tutte applicazioni “verticali” e funzionano (garantite) solo su alcune piattaforme (di solito Red Hat).

    La stabilità del sistema (se windows cambiasse kernel come ha fatto con Vista e con Vista SP1 ogni 3 mesi si rivolterebbe il mondo perchè si devono riscrivere i driver, poco importa se il kernel è molto più sicuro ora) almeno per un discreto numero di anni, è fondamentale. Non significa “stare fermi” significa cambiare modello se la libreria cambia ne aggiungi una nuova e mantieni la vecchia ultimamente Debian già lo fà, il kernel lo stesso i moduli driver basterrebbe aggiungerli senza incasinare tutto, già archlinux ad esempio tra release 2.6.25 e 2.6.25.10 non ti costringe a ricompilare i moduli aggiunti nvidia vboxdrv eccetera ma funzionano regolarmente ad ogni aggiornamento quelli compilati con la prima release della serie.
    Insomma margini per creare un *nix vicino a Macosx (come qualità usabilità) ma molto più libero anche se magari non completamente ci sono tutte.

    Un sistema di distribuzione universale di pacchetti/sorgenti non guasterebbe, ma li sono tutti arroccati a difendere il proprio orticello, altro che comunità, la “loro” comunità.

    Commento di telperion — luglio 15, 2008 @ 12:19 pm

  5. A mio parere un Linux Desktop a pagamento stile Windows avrebbe poco successo commerciale perché la maggior parte dei consumatori informatici compra al grande magazzino delle scatole silicee che, guarda caso, contengono un sistema operativo (il famoso “Linux? Cos’è? Un programma come Windows?”). D’altronde anche Microsoft in realtà vende seguendo il modello di Apple : un sistema operativo embedded, solo che a differenza di Mac OS Windows è disponibile su una maggiore varietà di hardware.
    Sempre secondo me, il peggior errore (ma non vi era soluzione diversa possibile in passato) è il voler far funzionare in una distro Linux tutto l’hardware del mondo senza il supporto delle case produttrici; il nocciolo primo è lì : guardate i driver closed Nvidia e noterete che Linux può essere qualcosa di molto valido.
    Sull’accozzaglia di progetti software dalla community ribadisco quello che già ho espresso altre volte : purtroppo nel 99% dei casi si tratta di roba poco valida vuoi per eccessi di personalismo, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per raffreddamenti dell’entusiasmo iniziale, vuoi perché se hai famiglia devi pensare a comprare le scarpe ai bimbi e vedere come crescono non da una webcam,vuoi per mancanza di capacità organizzativa, etc. etc.; i grandi software open hanno solo la maschera della community, ma dietro c’è chi inietta grandi masse di denaro per pagare chi scrive codice e quindi ne determina tutto (evoluzioni, funzionalità, interfacce).
    Comunque vi assicuro che se sei una piccola realtà sviluppare software è veramente difficile : non trovi gente valida, quei pochi sviluppatori anche sgalfi che rinvieni non hanno normalmente voglia di rischiare del proprio (meglio andare a fare l’impiegato a tempo indeterminato in qualche grande azienda), dalla community arriva un c4zzo, etc.

    Commento di Bergoglio — luglio 15, 2008 @ 12:24 pm

  6. Sono d’accordo, ma parla di Mac OS, non di Windows.🙂

    Commento di Daniele — luglio 15, 2008 @ 12:25 pm

  7. Ma scherzi se io potessi usare un *nix stabile anche su hardware non troppo vario sul quale farci girare però le applicazioni commerciali Adobe Quark Autodesk MSoffice, windows sparirebbe in un istante, anche solo per una miglior gestione della memoria e immunità a virus/spyware vario dei *nix.

    L’alternativa oggi c’è, si chiama Mac+Osx solo che per cambiare sistema operativo devi cambiare pure pc e spendere molto per hardware “imposto”.

    Un *nix come Osx ma senza i suoi vincoli sarebbe una bomba termonucleare per il mercato.
    L’home e i driver verrebbero poi di conseguenza.
    Questo è quel che penso.

    Purtoppo con linux bloccato da licenze varie ed il “volontariato” non credo si possa fare.
    Bisogna di nuovo forkare BSD e fare un’ altro OSX meno blindato.
    Ma non credo che Canonical abbia i soldi e il “coraggio” per farlo.

    Commento di telperion — luglio 15, 2008 @ 12:35 pm

  8. Concordo con telperion. Aggiornare ogni sei mesi il sistema operativo è per smanettoni, tenersi la LTS per due anni significa non avere programmi e driver aggiornati, se le cose rimangono così anche linux rimarrà di nicchia. Senza contare che in effetti le uniche vere killer app sono maya e blender, forse qualche altra ma sono tutte in settori che non mi interessano.

    Commento di vervelover — luglio 15, 2008 @ 12:54 pm

  9. Non capisco come mai ma c’è un piccolo particolare che non è chiaro quasi a nessuno: sono davvero poche (ubuntu?) le distribuzioni linux che ti cambiano tutto sotto il culo ogni 6 mesi costringendoti a ricompilare driver e quant’altro quindi, come al solito, la “casalinga di Voghera” non ha molto di cui preoccuparsi visto che difficilmente si troverà a ricompilare i moduli nvidia per puro caso.
    Allo stesso modo non esistono distribuzioni che restano “bloccate” per anni senza dare software nuovo. Debian rilascerà pure ogni 4 anni o giù di lì, è vero, ma i backport sono sempre pronti e a portata di mano (non sono pacchetti ufficiali, ok. Ma rispetto ad altri sistemi dove l’idea di pacchetto prodotto e testato da chi rilascia il sistema operativo stesso non esiste nemmeno…). Inoltre non credo che, in un ambito che vada al di fuori delle mura domestiche, la differenza fra GNOME 2.18 e GNOME 2.22 (tanto per fare un esempio) possa spingere qualcuno a desiderare ardentemente di cambiare sistema operativo.

    In quanto alla mancanza di “killer app” il discorso è un po’ più complesso.
    Innanzitutto non sono d’accordo con chi dice che il modello di sviluppo del mondo open-source non porta a buoni risultati. Non mi sembra che applicazioni di rilievo come VirtualBox (prima di essere acquisito da Sun) e Blender abbiano così sofferto della mancanza di una forza economica trainante. Il fatto che, poi, ci siano i soliti 3-4 coglioni che preferiscono litigare sul posizionamento di un bottone piuttosto che impegnarsi costruttivamente nello sviluppo lo trovo assolutamente fisiologico; l’unica differenza è che, in una azienda, chi rompe le scatole tipicamente viene cacciato noi, invece, ce lo teniamo comunque.
    Poi c’è l’altra faccia della medaglia. Per quanto si possa dire che esistono soluzioni alternative per colmare la mancanza di quelle che sono le killer app tipiche dei sistemi windows (leggasi, ad esempio, Photoshop) effettivamente il problema non è affatto risolto (gimp sarà fatto bene quanto vi pare ma photoshop….). Da questo punto di vista, tuttavia, non mi sento di dare la colpa agli sviluppatori del gimp di turno se non sono stati (ancora) in grado di proporre un software che possa essere effettivamente utilizzando a livello aziendale. Mi fa incazzare un po’ di più, invece, che con tutti i soldi che costa il photoshop di turno la cara Adobe di turno non si degni di sviluppare per linux: io ve lo voglio anche pagare il software ma voi mettetemi nella condizione di comprarlo!

    Insomma secondo me ha visto lungo tanti anni fa RedHat: non ha senso far pagare il sistema operativo, non ha senso chiudere il software; conviene molto di più vendere assistenza specializzata tanto a livello aziendale (dove i soldi spuntano come fossero funghi) quanto a livello “casalingo”.

    Commento di firstbit — luglio 15, 2008 @ 3:48 pm

  10. Sicuramente l’assistenza aziendale (nel senso più ampio del termine) può essere redditizia, ma a livello casalingo non porta a nulla. Il fatto che Linux sia diffuso a livello desktop può aumentare il lavoro aziendale, quindi lavorare su di un sistema desktop non è un investimento a perdere (almeno a mio modo di vedere) ma con ritorni di riflesso.
    Solo che lavorare per un buon desktop richiede sicuramente una marea di risorse economiche, altrimenti ti ritrovi con organici striminziti e sei impantanato in una lunghezza di sviluppo oggi non più ammessa.

    @Firstbit
    Se guardi bene la mia firma potrai vedere che personalmente credo molto nell’open source, penso solo che si tratta di un “concetto tecnico” e non di un modello sociale.
    Adobe e compagnia a delinquer… ehm a briscole Linux fidati che lo stanno guardando molto bene, i porting verranno eseguiti quando ci sarà sufficiente quantità di desktop Linux (cosa che avverrà in tempi relativamente brevi grazie ai produttori di hardware boxato tipo Acer, Asus, Dell, etc.)

    Commento di Bergoglio — luglio 15, 2008 @ 7:24 pm

  11. Ma il kernel di Vista non è ancora lo stesso di NT?????
    Guardate che sono con Windows 7 finalmente cambieranno kernel! Mi riferisco al 4° post di telpe😉

    Commento di kaiserxol — luglio 18, 2008 @ 2:18 pm

  12. @kaiserxol
    il kernel di Vista è nuovo e quello di SP1 è ancora cambiato.
    Ora Vista SP1 e Server 2008 hanno lo stesso kernel.

    Qui leggi degli ottimi articoli.
    http://dividebyzero.wordpress.com/category/vista-features/

    Commento di telperion — luglio 18, 2008 @ 3:04 pm

  13. ok, dopo 4 anni Mr. Shuttleworth ha capito che la strada da inforcare non era quella che rincorre MS, ma quella che attinge, per quanto possibile, all’idea di alternativa proposta da Mac os.
    Alleluia.
    Il bug #1 può dirsi, finalmente, una cagata colossale, almeno per la cura.

    Ora, fermo restando che le killer apps di Mac os sono e restano quelle prodotte in casa Apple (ma valgono realmente la pena? Ad una disamina non troppo superficiale propenderei per il no..) ed il pacchetto Adobe, oltre vari campi come quello del multimedia in cui ancora riesce a dire la sua, il problema è che le applicazioni vengono ancora prodotte sempre per il solito noto (altra scoperta dell’acqua calda..).

    Io continuo a non voler paragonare sw tanto diversi già soltanto per le risorse impiegate nello sviluppo (leggi DENARO) come possono essere gli “standard” di settore e le alternative open.

    Se GIMP potesse competere con PS probabilmente Adobe lavorerebbe col culo, oppure i devs GIMP farebbero un miracolo come la moltiplicazione dei pesci.

    GIMP (preso ad esempio) fa quello che deve, e lo fa bene. Per il resto ci sono “economici” programmi vincolati ad os specifici, se non ad uno solo (vedi Autodesk).

    Questo delle killer apps, come quello dei drivers e dell’hw supportato, è un limite con cui continueremo a confrontarci, finché qualcuno di lor signori non crederà possibile fare cassa anche col pinguino.

    Quello dell’esperienza d’uso invece è un problema tutto interno alla “comunità”. Mi domando in che modo Mr. Mark pensa di dare una svolta, vista la distanza tra Canonical e GNOME/KDE/XFCE.

    Se l’idea è ancora la minestra scaldata dei “tools” in python disponibili solo per Ubuntu, o delle patches a cazzo, possiamo riprendere da dove abbiamo concluso.

    Commento di Xander — luglio 21, 2008 @ 7:53 am

  14. @Xander
    per MacOSX sono dipsonibiliti il 95% delle applicazioni che fiarno su Windows dai Pro Tools
    alla gran parte delle applicazioni Adobe, a MSOffice , per il video professionale Avid, Final Cut Pro in esclusiva, Quark Xpress per il publishing tanto per citarne alcune di ALTISSIMO livello.

    E OSX è un *nix ricordo, quindi con volontà e soldi si può fare un sistema funzionante.

    Peccato che per usare OSX ti devi comprare anche un costossima chiave di protezione hardware che è il Mac.

    Se linux avesse anche solo un quinto di queste applicazioni ci sarebbe da leccarsi le dita, si creerebbero zone di interesse e consulenza per questa piattaforma che oggi sono esclusivamente relegate ai server, che personalmente trovo di una noia mortale.

    Cero che mettendo a disposizione server e banda e una manciata doi programmatori, e contando sul volntariato stai fresco prima che arrivi a qualche cosa.

    Se Shuttleworth vuole fare un so, faccia come Apple, prenda BSD ci metta dei soldoni pesanti e ci costruisca sopra un sistema operativo serio a basso costo, vedrà che il resto arriverà da se.

    Linux è bloccato dalla sua stessa licenza/filosofia, non può che rigirasi su se stesso all’infinito con i suoi problemi.

    Sui server e sugli embebbed è ottimo, sul desktop non se lo fila nessuno.

    Commento di telperion — luglio 21, 2008 @ 9:44 am

  15. Ma se parli di basso costo vai a cercare i “people who is concerned about price”
    E quindi perché lo citi, in questo senso?

    Peraltro con in un ipotetico mondo senza pirateria, vorrei conoscere e stringere la mano al pirla che si spende 1000€ per un programma che non usa per lavoro… certo non favorirebbe necessariamente la diffusione di gnu/linux, ma sicuramente la diffusione di alcuni programmi FLOSS sì

    Commento di shaitan — luglio 21, 2008 @ 11:15 am

  16. @Shaitan
    basso costo = magari con licenza free per applicativi FOSS (porting da linux) e con un costo contenuto (100-200Euro) per usi commerciali/aziendali, con toolkit grafico di sistema (modello QT4) però su una base molto più omogenea (derivata da BSD) e stabile (aggiornamenti di sistema ogni x anni com OSX).

    Per chi non vuol spendere usa Linux ma ci fà anche poco, la maggior parte del tempo la perde per “tunare” il sistema.

    Si creerebbe un os nuovo REALMENTE competitivo agli altri cosa che adesso (server/embebbed esclusi) non è assolutamente, chiuso per le applicazioni commerciali e aperto per l’opensource.

    Ci si leverebbe dalla scatole tutte le fregnacce di licenza che ad esempio non consentono ad esempio il porting di ZFS su Linux, pura follia per me, anche se rispetto le convinzioni altrui.

    Insomma Windows fondamentalmente ha problemi di gestione memoria frammentazione fs e malware ma costi umani, OSX è ottimo non ha i problemi di Windows essendo un *nix ma costa troppo per via dell’hw obbligato, Gnu/Linux ha le caratteristiche base di OSX non costa nulla, ma è un bazar ingestibile con un mare di bug ed escluse poche realtà, con sviluppo totalmente inefficiente spesso di un solo sviluppatore che a tempo perso porta avanti un progetto. Il tutto in ambiti chiusi (kernel – X – de – applicazioni) che fanno i fatti loro.
    Più che un sistema per smanettoni o cose ipersemplici non esce.

    Leggevo su un forum che si chiedeva un sostiuto linux di Ulead media studio (Ulead MS o Sony Vegas sono soft dal costo tutt’altro che proibitivo mica Premiere/AvidXpress/FinalCut) e gli si proponeva Kdelive Cinelerra … ma fatemi il piacere, usate Ulead una volta nella vita e poi smettetela di paragonarlo a quella fiera di crash che sono Kdelive e Cinelerra.

    Sono gratis si, ma per me il TEMPO è un costo, se a fare una cosa ci metto 30 minuti con un soft che costa 100Euro, e tre giorni con uno gratis, per me il più economico è il primo, che tra l’altro lo pago solo 1 volta le successive no.

    Il costo reale di un prodotto è dato da:

    – prezzo
    – tempo di apprendimento uso
    – tempo di uso per arrivare al risultato previsto

    certo considerando solo il primo, linux è imbattibile, peccato che nella vita reale le cose siano diverse.

    Commento di telperion — luglio 21, 2008 @ 11:59 am

  17. Ancora, questo che c’entra con quello che indica Shuttleworth nel post da te quotato (quasi fosse il “Verbo”)

    Ricapitoliamo, o come dici tu “famo a capirci” Shuttleworth dice che gnu/linux non è, al momento, attraente:
    a) per chi non è interessato al prezzo (vuoi perché pirata vuoi perché il costo software è irrilevante rispetto al resto)
    b) per chi non è interessato alla libertà

    Tu dici che ha ragione e poi dici che bisognerebbe inventare un sistema alternativo che ha la sua punta di diamante nel basso costo.

    Ora, non dico che tu abbia torto, ma perché quoti shuttleworth se dice una cosa diversa dalla tua

    Mistero della fede o, più prosaicamente, “sono perfettamente d’accordo a metà con il mister”

    Commento di shaitan — luglio 21, 2008 @ 2:13 pm


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