Uno dopo l’altro i blog interessanti chiudono o vengono abbandonati.
Gli aggregatori ormai sono zeppi di notizie banali, uscita l’ennesima versione di sarcasso o sarbanano che si susseguono incessantemente oppure installa “questo” aggiungi il “repo”, post interessanti e stimolanti ridotti quasi a zero.
Le versioni dei programmi continuano a susseguirsi uguali a se stesse, con la orrenda logica delle versioni 0.0.sarcasso-qualchecosa, mai un lampo, un lazzo, un guizzo che faccia stupire.
Molti dopo un periodo open tornano a sistemi commerciali, più produttivi nell’ottica del lavoro/hobby non meramente informatico.
Insomma sembra finita la spinta propulsiva Ubuntu/Compiz iniziata con Dapper Drake nel 2006.
L’open si rivela un eterno bambino incapace di crescere, tante belle promesse, ma poca sostanza.
Si salvano i soliti progetti multipiattaforma che devono il loro successo ai sistemi commerciali su cui girano.
Insomma l’insostenibile leggerezza dell’open, novello Peter Pan condannato a vivere nei sogni.




